I protagonisti della famiglia Olimpini sono le antiche divinità greche: Zeus, Era, Ade, Demetra, Poseidone, Afrodite, Apollo, Ares, Artemide, Atena, Dioniso, Efesto ed Ermes. La linea in legno della famiglia Olimpini porta avanti l’eredità di questi affascinanti dèi attraverso una varietà di giochi educativi che comprende I Doni degli Dei, collezione di 13 puzzle dai pioli giganti, Mitomondo, collezione di 4 puzzle a incastro, Mio Tempio, gioco di costruzione magnetico che comprende una collezione di 10 templi greci, e infine i Mitoyoyo, collezione di 16 yo-yo a tema mitologico. Ogni prodotto è impreziosito da un racconto mitologico bilingue, italiano e inglese, ed è confezionato in robuste scatole di cartone con coperchio.
La parola mito deriva dal greco antico e significa racconto fantastico. Si colloca tra la storia e la fantasia, nasce in un luogo fuori dal tempo e conserva la freschezza e l’immaginazione di un’umanità fanciulla. È proprio questo il tratto che lo accomuna all’infanzia: la curiosità, la fervida immaginazione e l’immediata spontaneità. Il mito appare fuori da ogni logica e razionalità, ma possiede la stessa capacità del bambino di tenere insieme assurdo e coerenza, realtà e immaginazione. Per questo il mito incontra il gioco in modo così naturale. Il bambino ha bisogno di giocare e di imparare toccando, guardando e facendo esperienza diretta della sensorialità. Giocando, resta ancorato alla realtà ma allo stesso tempo se ne distacca per creare nuove strutture, competenze e saperi.
Tutti i giochi della famiglia Olimpini nascono proprio da questa intuizione. L’obiettivo è dare corpo reale e concreto ai miti, dare un volto a figure che fino a oggi sono state narrate, illustrate e immaginate, ma mai davvero giocate attraverso qualcosa che si possa toccare. Puzzle, costruzioni, personaggi e templi permettono ai bambini di entrare in relazione con un immaginario che prende forma, consistenza e presenza reale.
Il mito esprime i primordi di una società, con le sue regole, la sua cultura e il suo pensiero sulla vita. È profondamente legato al territorio che lo genera e nasce dall’esigenza di esprimere usi, costumi, lingua e visione del mondo di una civiltà. Sono contenuti che ritroviamo anche nei percorsi formativi di educazione civica, già a partire dai 3 anni di età. Trasmettere questo senso di appartenenza e questo piccolo bagaglio culturale diventa allora fondamentale per le generazioni future. Giocare con la famiglia Olimpini offre al bambino uno stimolo tattile, visivo e manipolativo, ma nello stesso tempo lo invita a muoversi continuamente tra vero e fantastico, tra reale e immaginato, tra concreto e sogno.
La sfida della famiglia Olimpini è proprio questa: far rivivere le antiche vestigia della propria città e portarle allo sguardo attento del bambino, che scopre e apprezza la bellezza del luogo in cui vive. Così ruderi e resti archeologici acquistano voce e significato, e il bambino può immaginare la bellezza che è stata, ma soprattutto imparare a guardare la bellezza che c’è.