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Giochi

Scopri gli olimpini

Perché giocando con gli olimpini si favorisce lo sviluppo cognitivo e culturale dei bambini? La famiglia olimpini è una linea di giochi in legno per bambini che nasce dall’idea di unire la mitologia greca al gioco, consapevoli che il valore artistico, culturale e formativo della cultura classica ha un’importanza educativa fondamentale sia per i grandi ma soprattutto per i più piccoli.

Anna Bucceri educatrice

I personaggi protagonisti della famiglia olimpini sono le antiche divinità greche: Zeus, Era, Ade, Demetra, Poseidone, Afrodite, Apollo, Ares, Artemide, Atena, Dioniso, Efesto ed Ermes. La linea legno della famiglia olimpini porta avanti l’eredità di questi affascinanti dei attraverso una varietà di giochi educativi che includono: i Doni degli Dei, collezione di 13 puzzle dai pioli giganti; Mitomondo, collezione di 4 puzzle ad incastro; Mio Tempio, gioco di costruzione magnetico che comprende una collezione di 10 templi greci ed infine i Mitoyoyo, collezione di 16 yo-yo a tema mitologico. Ogni prodotto è impreziosito da un racconto mitologico bilingue italiano/inglese e confezionato all’interno di robuste scatole di cartone con coperchio.

Mito è una parola che deriva dal greco antico e significa “racconto fantastico” e si colloca tra la storia e la fantasia. Esso nasce in un luogo non luogo, fuori dal tempo e dalla storia e conserva la freschezza e l’immaginazione di una umanità fanciulla. Ed è proprio questo ciò che ha in comune con l’infanzia: la curiosità, la fervida immaginazione e l’immediata spontaneità. Il mito è apparentemente fuori da ogni logica e da ogni razionalità; ha la capacità bambina di associare assurdo e coerenza. Proprio come il gioco di un bambino che sta concretamente ancorato alla realtà, ma si astrae per creare nuove strutture, competenze e saperi. Perché il bambino ha bisogno di giocare e di imparare toccando, guardando, facendo esperienza diretta della sensorialità.

Per questo motivo, tutti i giochi della famiglia olimpini risultano unici nel loro genere e si ispirano proprio a questo, alla voglia di dare corpo reale e concreto, di dare un volto ai miti che fino ad ora sono stati narrati, illustrati, immaginati, ma mai “giocati” con qualcosa che si può toccare realmente attraverso puzzle, costruzioni, personaggi che prendono vita, forma fisica e consistenza reale tra templi colossali e mondi di appartenenza, che altrimenti rimarrebbero nell’ immaginario come un’idea. Il mito esprime i primordi di una società, con le sue regole, la sua cultura e il suo pensiero sulla vita e la realtà che la circonda, ma soprattutto è fortemente legato al territorio che lo genera e nasce come esigenza di esprimere usi, costumi, lingua e pensiero della civiltà che lo genera, contenuti che ritroviamo nei percorsi formativi di educazione civica nelle scuole, già a partire dai 3 anni di età. Trasmettere questo senso di appartenenza e questo piccolo bagaglio culturale diventa imprescindibile per le generazioni future.

Giocare con la “famiglia olimpini” diventa per il bambino uno stimolo tattile, visivo e manipolativo ma nello stello tempo un input continuo ad andare e tornare dal vero al fantastico, dal reale all’immaginato, dal concreto al sogno. La sfida per la famiglia olimpini è quella di poter far rivivere le antiche vestigia della propria città e di portarli allo sguardo attento e vigile di un bambino, che scopre e apprezza la bellezza della sua città e dà voce e senso anche a ruderi e resti archeologici, che altrimenti non avrebbero nessun significato; per immaginare una bellezza che è stata, ma soprattutto per imparare a guardare la bellezza che c’è.

Anna Bucceri

Vive a Siracusa dal 2004. Laureata in lettere antiche alla facoltà di Palermo, si specializza in psicoterapia della gestalt conseguendo il titolo di counsellor professionista presso l’università Cattolica di Roma. Insegnante di scuola dell’infanzia presso l’istituto comprensivo Archimede di Siracusa, racconta ai suoi bambini, miti e leggende della città aretusea e della cultura greca. È referente bullismo e cyber bullismo e coordinatrice del G.O.S.P. (gruppo operativo di supporto psico-pedagogico) dove si occupa di giovani e adolescenza.



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