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Attività evolutiva

C’era una volta

La crescita del bambino comincia anche da un racconto, da una relazione, da una presenza che accompagna. C’era una volta non è solo l’inizio di una fiaba, ma anche l’inizio simbolico di ogni storia personale, fatta di parole, gesti, gioco e ascolto.

Anna Bucceri educatrice

crescita del bambino attraverso il gioco

Ogni bambino cresce dentro una storia che prende forma giorno dopo giorno. Prima è la famiglia a nutrirla. Poi arrivano chi si prende cura di lui, gli incontri, le esperienze, il mondo. È così che nasce il racconto di sé. In questo percorso, il gioco del bambino diventa uno spazio essenziale e si intreccia profondamente anche con il linguaggio e la relazione, come approfondiamo nell’articolo Gioco e sviluppo comunicativo. Attraverso il gioco, il bambino sperimenta ciò che sente dentro di sé e prova a metterlo in relazione con ciò che incontra fuori. Per questo il gioco è un’opportunità di crescita, sia nel tempo individuale sia nella condivisione con gli altri.

La rabbia, la paura, la tristezza e la solitudine trovano nel gioco un luogo sicuro in cui essere esplorate, attraversate e trasformate. E allora scegliere un gioco non è mai un gesto neutro, soprattutto oggi, in una pluralità di proposte che rende tutto più complesso. Giochi reali o virtuali? Tecnologici o artigianali? Di carta, plastica o legno? Un orso di peluche con cui dormire, una bambola di pezza, un pallone portato sotto il braccio: ogni oggetto può diventare un ponte tra il dentro e il fuori, tra il vissuto interiore e la realtà quotidiana.

Quando il bambino gioca, dà corpo e voce a ciò che percepisce. Porta fuori emozioni, immagini, paure e desideri, e li mette in scena. È qui che il gioco diventa simbolico: il bambino fa finta di arrabbiarsi, di ridere, di piangere. Si immagina re o regina, buono o cattivo, strega o fata. In questo senso, il gioco del bambino offre uno spazio autentico e protetto, in cui sentirsi protagonista, creatore e narratore della propria esperienza. Il gioco buono, allora, è quello che sa raccontarsi al bambino che lo vive. È quello che diventa ponte tra immaginazione e realtà, tra mondo interiore e relazione, tra vissuto personale e narrazione del mondo che lo circonda. È quello che apre sempre una possibilità di incontro e trasformazione.

Il gioco vero nutre, accompagna e disseta. E forse comincia sempre così: c’era una volta un bambino. Ma questa, naturalmente, è un’altra storia.

Anna Bucceri

Vive a Siracusa dal 2004. Laureata in lettere antiche alla facoltà di Palermo, si specializza in psicoterapia della gestalt conseguendo il titolo di counsellor professionista presso l’università Cattolica di Roma. Insegnante di scuola dell’infanzia presso l’istituto comprensivo Archimede di Siracusa, racconta ai suoi bambini, miti e leggende della città aretusea e della cultura greca. È referente bullismo e cyber bullismo e coordinatrice del G.O.S.P. (gruppo operativo di supporto psico-pedagogico) dove si occupa di giovani e adolescenza.



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